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3 Test di Usability che non hai ancora provato

I tipi di Usability Testing disponibili sono tantissimi: Moderated In-Person, Moderated Remote, Problem Discovery, Benchmarking, Eye Tracking, Learnability, Expectancy Testing, Brand Perception Testing, ecc.

In questo articolo ci concentreremo su tre tipologie di Usability Testing poco conosciute ma che, se usate nei giusti contesti, possono aumentare nettamente la qualità del prodotto digitale: Guerrilla Usability Testing, Moderated Usability Testing e Eye Tracking.

1. Il Guerrilla Usability Testing

Questo tipo di test di usabilità non è certamente il più formale e scientificamente accurato. Nel Guerrilla Usability Testing i tester reclutati sono persone che non hanno mai usato il tuo prodotto digitale (app, sito, chatbot, ecc) e che non hanno competenze in ambito UX. Dopo un breve processo di selezione a cura del Quality Leader o del Project Manager dell’azienda che fornisce il servizio di Crowdtesting, inizia la fase di test. Gli utenti che utilizzano il prodotto per la prima volta esprimono le loro impressioni e successivamente rispondono ad alcune domande che hanno lo scopo di valutare la UX. Il PM (insieme a un esperto UX) analizzerà le risposte e le impressioni degli utenti e restituirà i risultati sotto forma di report. Proprio per il metodo di selezione che non richiede particolari requisiti dei tester, questa tipologia viene anche chiamata “Hallway Testing”. I vantaggi? E’ un test che ha un prezzo molto contenuto per via del rapido processo di selezione e si può svolgere in pochissimo tempo.

2. Moderated Usability Testing

Di solito nel Crowdtesting i tester lavorano da remoto in un ambiente a loro familiare che gli permette di offrire una visione realistica e non influenzata del prodotto digitale.
In questo caso, invece, i partecipanti al test sono on-site e il Quality Leader o Project Manager di riferimento è presente durante tutta la fase. Il vantaggio? Sicuramente il controllo sul test è maggiore e i PM possono intervenire immediatamente per risolvere eventuali problematiche che sorgono in questa fase di test. Alcune aziende, ad esempio, utilizzano questo metodo per testare di notte con la presenza non solo dei tester e del PM ma anche degli sviluppatori del prodotto digitale. Visto l’effort impiegato sia nella fase di recruiting dei tester (che devono esssere disposti a recarsi nel luogo stabilito per il testing) sia per l’organizzazione (il luogo che ospiterà i tester, il PM e gli sviluppatori ma anche le tempistiche e gli orari), è consigliabile utilizzare questa modalità solo all’inizio dello sviluppo del prodotto. Può essere utile, infatti, utilizzare questo tipo di test in fase prototipale e ottenere il feedback immediato dai futuri utenti reali.
Quando è meglio utilizzare questa tipologia di test “presenziale”? Ci sono tre casi in particolare:

  1. Quando si ha un’interfaccia incompleta, quindi nella fase prototipale. In questo caso il PM aiuta a guidare il test e fare in modo che non si perda di vista l’obiettivo.
  2. Quando c’è un’interfaccia complessa e il prodotto ha bisogno di essere studiato dall’utente. In questo caso, il ruolo del PM è fondamentale per la buona riuscita del test. E’ questo il caso di prodotti in cui non si ha una sequenza lineare per raggiungere degli obiettivi o completare dei task.
  3. Quando c’è un forte focus sulla sicurezza. Se si sta testando un prodotto con accesso a dati che non devono essere resi pubblici, il PM può controllare che il tester non faccia fuoriuscire informazioni (in ogni caso, ci sono altri modi per fare in modo che questo non accada: ne abbiamo parlato qui).

3. Eye Tracking

Capire cosa succede quando i tuoi utenti visitano il tuo sito web o la tua app è fondamentale. Questo tipo di informazione puoi ottenerla analizzando i dati raccolti con diverse tecniche, ad esempio l’eye tracking. Per eseguire questo tipo di test si utilizza una tecnologia che registra lo sguardo del tester mentre completa un task. Questo permette di capire a cosa guardano, in che ordine, per quanto tempo, ma anche quali parti dell’interfaccia sfuggono all’utente. Ci sono diversi metodi per eseguire questo test, come la mappa del calore e il tracciato della saccade (ovvero il movimento dell’occhio che porta un elemento dell’ambiente esterno al punto di massima sensibilità della retina).

La mappa del calore registra i punti in cui il tester ha concentrato il suo sguardo e per quanto tempo. Sulla mappa si vedranno colori che vanno dal verde al rosso: più il colore tende al rosso, più il tester si è concentrato in quel punto dello schermo (ovvero ci si è soffermato per un periodo più lungo).

Nel tracciato della saccade, invece, viene registrato il movimento dell’occhio tra i diversi punti di attenzione del tester. I cerchi rossi indicano i punti in cui si è concentrata l’attenzione, mentre le linee indicano lo spostamento dell’attenzione da un punto all’altro dello schermo.

I vantaggi di questo test consistono principalmente nel capire se gli utenti stanno effettivamente leggendo il contenuto o se sono alla ricerca di qualcosa in particolare, ma anche capire se l’interfaccia è chiara e l’utente intuisce facilmente come muoversi. Altro vantaggio ancora è quello di comprendere cosa guardano gli utenti, in che ordine, per quanto tempo e quali parti dell’interfaccia invece sfuggono. Ci sono però diverse limitazioni, tra cui il fatto che un’area dello schermo non sia inclusa nel tracciato non vuol dire che non sia stata vista, perché può essere comunque entrata nella vista periferica. Ancora, l’eye tracking può essere costoso per via delle tecnologie utilizzate per registrare il movimento dell’occhio. La principale limitazione, però, consiste nel fatto che questo test non spiega perché gli utenti guardano qualcosa e ignorano qualcos’altro.

C’è però un metodo che può far superare tutte queste limitazioni: il Thinking Aloud. Con questa tecnica è possibile studiare e analizzare quello che gli utenti finali percepiscono effettivamente durante l’utilizzo del prodotto. I tester registrano dei video mentre utilizzano l’app e raccontano ad alta voce le loro impressioni: dove guardano, quanto tempo impiegano per capire dove trovare le informazioni, cosa non funziona come si aspettano, i problemi che stanno riscontrando durante l’utilizzo e molto altro. Tutto questo permette agli esperti di User Experience (AppQuality ha un network di specialisti certificati in ambito UX) di fornire tutti i suggerimenti necessari per rendere memorabile l’esperienza digitale.

Vuoi saperne di più sui test di usabilità? Scrivi a info@app-quality.com per chiarire tutti i tuoi dubbi!

Fonte immagine Mappa del calore: MeasuringU.com

Fonte immagine Tracciato della saccade: MobileFashionMarketing.com