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Caro Videogame Developer se stai facendo QA, non vuol dire che stai facendo CrowdTesting!

Se fate QA non state facendo CrowdTesting!

Nel periodo storico delle start-up c’è una parola che torna in ogni articolo, approfondimento, intervista e convention: execution. La capacità di rendere reale, operativa e funzionante un’idea, è più importante dell’idea stessa. Kickstarter è la vetrina sul mondo dell’execution: quante belle idee diventano pessime una volta uscite sul mercato? Quante ancora vengono copiate prima di arrivare sul mercato? E’ colpa della concorrenza o della loro execution?

Fifa e Pes non lottano sull’idea base, ma su come rendono il gioco del calcio divertente, sull’execution di un’idea semplice.

Oggi il mercato del settore videoludico, intenso come età e tipologia di utente, è tremendamente disomogeneo e destrutturato: giocano bambini che ancora non sanno scrivere e anziani, donne di mezza età, giovani americani hardcore gamer ed asiatici trentenni maniaci dei giochi su mobile. Come faccio ad essere sicuro che il mio prodotto, per quanto con una sua identità, possa piacere ad un pubblico così trasversale, decentralizzato e legato a culture completamente differenti?

Posso pensare di far provare il prodotto in anteprima ad un campione rappresentativo di quello che sarà il mio mercato, prima del suo rilascio. Posso così chiedere feedback sulla UI, sui controlli, sulla grafica, sulla storia. Ma devo ottenere questo feedback mentre i tester sono nel loro ambiente familiare: nella camera al buio, in metropolitana in mezzo alle persone, in macchina mentre aspettano che gli amici li raggiungano. Un aspetto fondamentale per avere un feedback reale, e quindi utile, è non cambiare il sistema di riferimento: mantenere il tester nell’ambiente dove si trova a suo agio.

Da questo nasce l’intuizione del crowdtesting: la distribuzione del prodotto ad un gruppo di utenti che rispecchiano la tipologia di cliente finale, che provano il gioco nel loro ambiente familiare, e grazie ad una piattaforma cloud, riportano i loro feedback organizzati e dettagliati. Piacerà questo tuning di grafica? E’ chiaro questo menu? Funzionerà su quella configurazione? Sono risposte che vorremmo avere prima di uscire sul mercato e il crowdtesting ci permette di averle.

La possibilità di scegliere il campione di utenti da invitare al test secondo più parametri (quali età, sesso, location, lingue conosciute, interessi, esperienza di prodotto, etc.), la flessibilità di organizzare simultaneamente il test e ridurre così il tempo di sviluppo, la completa esternalizzazione del processo; questi sono i vantaggi fondamentali offerti. Che si traducono in un risparmio di costi perché il feedback arriva durante la fase di sviluppo, quando il costo di re-work è decisamente più basso di quello di una patch.

Molte aziende oggi lavorano con aziende di QA esterno, quindi dovrebbero essere tranquille, loro i test già li fanno.

Davvero?

Ubisoft ha rilasciato le simpatiche facce senza volti in Assassin’s Creed Unity (LINK), Sony con Hello Games si è dimenticata di sviluppare un gioco all’interno di No Man’s Sky (LINK, LINK) e Warner Bros blocca le vendite di Batman: Arkham Knight per 4 mesi per incompatibilità hardware (LINK). Pensate che non facessero QA? Semplicemente stavano chiedendo alle persone sbagliate di testare il loro prodotto.

Se avessero chiesto feedback al mercato questo li avrebbe indirizzati prima e meglio, magari non sarebbero riusciti a risolvere in tempo, ma saperlo gli avrebbe dato l’opportunità di gestirlo.

Il crowdtesting può quindi vivere di vita propria o essere di supporto per chi già si rivolge ad un’azienda di QA, è uno strumento flessibile che può essere usato per analisi di fino, o su bug finding complete di prodotto. Può essere fondamentale per testare la localizzazione o confrontare il vostro prodotto con quello della concorrenza. E’ l’unico strumento sul mercato per testare la compatibilità hardware sulle innumerevoli configurazioni pc e mobile ed un ottimo sistema per fare analisi di riproducibilità dei bug.

E può aiutarvi nel processo che ogni sviluppatore dovrebbe integrare, un completo ed approfondito Beta-Testing.