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Millennium Bug: la storia dei bachi che segnano il millennio

Sono passati 20 anni dal Millennium Bug, il temuto glitch informatico che avrebbe dovuto mandare in crisi i sistemi di tutto il mondo. Passato alla storia come Y2K bug, non ha poi avuto conseguenze drammatiche grazie a fix successivi. Ad oggi il timore non è passato, perché ci troviamo a metà strada con l’arrivo del prossimo, il 19 gennaio 2038. Cosa ha causato il Millennium Bug del 2000? Come è stato risolto? Cosa causerà quello del 2038 e come possiamo impedirlo?

«Il governo non si rende conto. Ascoltano con sospetto i nostri discorsi sul problema della data, pensano forse che il doppio zero sia una stranezza. Non si rendono conto che qui si decide il destino economico del paese. Non so fino a che punto abbiano capito che se qualcosa va male c’è un’intera classe dirigente che se ne va a casa».

Ernesto Bettinelli, costituzionalista, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, capo del “Comitato 2000”. Intervista a Repubblica, 5 febbraio 1999

Quando sono stati scritti i primi programmi per computer negli anni ’60, gli ingegneri informatici hanno tralasciato le prime due cifre (19) nell’indicazione dell’anno (ad esempio il 1971 diventava “71”) perché la conservazione dei dati nei computer, oltre a prendere molto spazio, era anche costosa. Alle soglie del 2000 si è diffusa la paura che con l’arrivo del nuovo millennio e dell’anno “00” il sistema non avrebbe interpretato correttamente il numero, causando un enorme bug informatico, passato alla storia come “Y2K bug” (il bug dell’anno 2000).

millennium bug

Il problema consisteva nel fatto che i programmi avrebbero potuto interpretare “00” come 1900 invece che 2000. A soffrire maggiormente le conseguenze del Y2K bug sarebbero state le banche, le centrali elettriche e i sistemi di trasporto. Le banche, infatti, calcolano il tasso di interesse su base giornaliera, che quindi verrebbe calcolato sulla base di 100 anni prima. Allo stesso modo anche le centrali elettriche rappresentavano un rischio, visto che dipendono dai sistemi informatici per controlli di sicurezza, pressione dell’acqua e livelli di radiazione (mettendo a rischio chi vive nella zona circostante). Infine, anche i sistemi di trasporto sarebbero stati coinvolti, in particolare gli aerei e i registri di tutti i voli pianificati.

Aziende produttrici di software sono arrivate in soccorso per il fixaggio del bug fornendo programmi “Y2K compliant”. Alla fine, la soluzione è stata proprio quella più intuitiva anche per i meno esperti: l’estensione dell’anno a 4 cifre. Questa corsa alla soluzione e i milioni che alcuni paesi hanno speso per contenere i danni hanno portato i loro frutti. Il bug Y2K è stato dai più archiviato come una bufala o culto della fine del mondo.

I malfunzionamenti registrati, infatti, sono stati molto meno catastrofici di quanto ci si aspettasse. In Italia, ad esempio, i problemi hanno riguardato solo alcuni uffici pubblici. In particolare sono stati registrati malfunzionamenti nei tribunali di sorveglianza di Napoli e Venezia e in un ospedale di Foggia, in cui l’orologio tornava indietro di un anno. Negli Stati Uniti è stato colpito lo United States Naval Observatory, che allo scoccare della mezzanotte ha segnato l’1 gennaio 19100. Proprio qui, però, il panico generale diffuso negli USA aveva portato a un aumento degli acquisti di acqua e cibo negli ultimi mesi del 1999.

Il New York Times cercò di ricostruire nel 2013 la storia del Millennium Bug. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che proprio i 100 milioni spesi per fixare il bug siano stati il motivo per cui non ci sono stati malfunzionamenti. Secondo l’inchiesta, gli USA avrebbero speso molto più del necessario, e comunque non si giustifica il motivo per cui anche gli stati che non hanno speso ingenti somme di denaro non hanno avuto ripercussioni.

2038 bug

Il Millennium Bug non è un problema solo del passato, anzi già si teme l’arrivo del prossimo nel 2038. Il sistema operativo Unix a 32bit è in grado di contare i secondi fino a un massimo di 2.217.438.647. Avendo iniziato a contare l’1 gennaio 1970, e il valore massimo verrà raggiunto il 19 gennaio 2038. Molti sistemi ormai sono passati a 64bit, ma ce ne sono milioni fermi a 32. Spetta adesso a chi di dovere aggiornare il sistema ed evitare, per la seconda volta nel millennio, il crollo dei sistemi informatici.