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Cosa ci insegna il lancio del nuovo Autopilot​ di Tesla. Approccio disruptive allo sviluppo prodotto (dal punto di vista sofware)

Parto da questo articolo e dalle mie considerazioni fatte sul sistema realizzato da tesla per l’aggiornamento del software sulle loro macchine (sistema ormai molto conosciuto):

  1. Primo: oramai il software e il coding è così pervasivo da essere il vero punto focale anche in un prodotto ingegneristicamente complesso come una vettura (è stato così anche per le interfacce degli smartphone minimizzando nel tempo il design della parte hardware) >> Immaginiamo che sarà così su ogni prodotto in 5/7 anni: design hardware minimale, crescerà il design software
  2. Secondo: l’aggiornamento software è OTA = Over the Air = Aggiornamento contemporaneo su tutti i veicoli della terra contemporaneamente a un costo decimato rispetto al dover portare il prodotto in officina = Infinite possibilità (ricordate il Ludicrous Mode? Geniale)
  3. Terzo: aggiornare il software di una Tesla vuol dire aggiungere funzionalità. Non solo interfaccia grafica = nuove features e vettura che evolve nel tempo a un costo minimo rispetto al passato (sempre OTA!)

Ora, come impatta lo sviluppo prodotto e lo sviluppo sofware?

Semplice ma disruptive: Tesla porta i propri clienti nel processo di sviluppo, soprattutto per fasi Beta o Alfa iniziali, impara e apprende dall’interazione con loro in modalità strutturata e scientifica.

Dopo questa modalità lanciata da tesla (aggiornamento OTA) l’approccio classico wholesale sembra appartenere a ere geologiche passate: i classici processi di questa industry devono eseguire diverse e molteplici fasi per poter portare un aggiornamento così importante sul mercato: devono ideare la nuova feature con processi lunghi, costosi e complessi, poi devono testare il prodotto in ambienti controllati guidati da driver qualificati (tipicamente percorsi stradali privati su cui provare il nuovo prodotto), raccogliere i feedback di questo primo test, eseguirne molteplici, portare l’aggiornamento nella propria rete di concessionari, richiamare i veicoli venduti e installare il nuovo software (non per niente il time to market classico in automotive è di 2 anni).

Tutto questo Tesla lo fa con i propri clienti e in meno della metà del tempo. Attraverso il sistema OTA ha installato il nuovo software su 1.000 vetture dei clienti il 31 Dicembre 2016. Il nuovo software ha funzionato in modalità “shadow” su queste vetture e in questo periodo ha collezionato dati sul funzionamento. Tutto questo è servito a raffinare il software per il completo rilascio ufficiale solo dopo qualche settimana.

E in questo momento gli ingegneri di Tesla stanno ancora imparando e sperimentando.

Questo approccio di Tesla è chiaramente unico ma non è impossibile poter seguire un percorso simile tramite tecniche molto innovative in termini di sviluppo prodotto.

Tramite tecniche di Crowd Testing è infatti possibile per ogni azienda che sviluppa prodotti digitali, testare il proprio prodotto in diverse fasi: dal prototipo al test in campo (in the wild) in una modalità di testing continua che porta l’azienda ad abbracciare processi di continuous improvement.

Portanto quindi gli utenti finali di queste community di tester (il Crowd) nei propri processi di sviluppo sia in fase progettuale che in fase di realizzazione permette di raggiungere qualità molto elevata e contemporaneamente un risparmio sensibile dei costi.